Sabato sera siamo andati a vedere la Tosca al teatro dell'Opera di Hki.
Sedevamo centrali, alle ultime file della platea. Ottimi posti per
godersi il palcoscenico. Avrei preferito la prima galleria centrale,
donde si vede bene l'orchestra nella buca e soprattutto si spazia per
benino sul pubblico. Malignare sulle toilettes delle signore é
incluso nel prezzo del biglietto, ma purtroppo in questo non sono
supportato dalla mia dolce e buona metá (con un certo mio amico
lombardissimo, che é anche decisamente piú melomane di me, ci si sarebbe
andati giú pesanti).
Le Finlandesi, quando provano ad acchittarsi, vanno da rinseccoliti business tailleur a
pomposi tendaggi stile Buckingham Palace, a seconda della massa di
carne da rivestire. Per non parlare delle vegliarde affezionate ai loro
caffettani di lana con le renne ricamate.
Sempre e comunque abiti dal gusto pessimo e rigorosamente votati ad
ammazzare la bellezza femminile. Mettici pure che tra ad ogni intervallo
nessuno rinuncia alla rituale sbevazzata (a parte le vecchie
rincancrenite che si fiondano su caffé e brioscina, manco fossero al
Radetzky il sabato mattina) e la sala puzza sempre piú di fiati che
sanno di vino sudamericano e brandy estone (tanto per i Finni l'unica
cosa che conta é che il numerino seguito da % sia il piú alto
possibile).
Taccio sulle scarpe.
Ma veniamo all'opera.
Il primo atto é all'interno di sant'Andrea della Valle. L'interno di
sant'Andrea era esattamente come ci si aspetta che in un teatro si
allestisca un interno di chiesa. Il fatto che sia prevedibile é un
demerito? Chi ha ideato le scenografie é mai entrato in una chiesa
romana di quelle in pieno stile Controriforma? É mai entrato in una
chiesa? Ha idea di cosa sia il sacro? E qui non é questione di
crederci o no. La chiesa del primo atto é la chiesa inaridita di chi non
ha nemmeno un briciolo di spiritualitá (verosimilmente lo scenografo é
Finlandese). Non parliamo dell'impalcatura che serviva a Cavaradossi per
salir su fino agli affreschi, pareva una macchina d'assedio medievale.
Il sacrestano, poi, sembrava un fraticello della serie co 'sta pioggia e co 'sto vento chi é che bussa a 'sto convento? Ci manca solo che cominciasse a canticchiare Loaker che bontá! Loaker che bontá!
Di un altro livello Cavaradossi, Tosca e Scarpia.
Cavaradossi (Vladimir Kuzmenko) gran voce e grande interpretazione.
Tosca (Olga Romanko) mi é sembrata un po' troppo accademica. Piú di
tutti mi é piaciuto Scarpia (Esa Ruuttunen), assai convincente nella sua
recitazione quasi da teatro drammatico.
Il secondo atto é nell'appartamento di Scarpia. Anche qui l'appartamento
era come ci si aspettasse un appartamento. Ma comunque meglio della
chiesa del primo atto. Una scalinata sulla destra portava in una stanza
dietro le quinte, dove Cavaradossi viene torturato. Una forte luce
proiettava l'ombra di chi facesse le scale sul muro con ottimo effetto.
Mi é piaciuta anche la fuga prospettica fino alla grande porta sullo
sfondo (dai riflessi metallici, ma dall'aria un po' troppo leggerina per
far credere che sia alta vari metri e quindi pesante).
Il tavolo su cui Scarpia cena era fornito con molto gusto e molta cura.
Il terzo atto rappresenta un Castel Sant'Angelo cupo e dai lividi
bastioni monolitici; la cupola di san Pietro é sullo sfondo. Durante
l'aria in romanesco un gioco di luci che simula l'avanzare dell'alba
sulla cupola di san Pietro strappa un applauso a scena aperta. Si vede
che non hanno mai visto un presepe! Perché l'impressione era quella.
Buona la prova dell'orchestra (condotta da Kari Tikka). Non conosco
molto Puccini, ma ho una certa esperienza di musica orchestrale.
Immagino che l'orchestra non debba rubare la scena ai cantanti e al
massimo debba sostenerli e accompagnarli e questo l'orchestra faceva,
con la forza ctonia dei sentimenti e del destino. Assurgeva a
protagonista nei momenti di recitazione muta e ci dava gli stessi
brividi che ci davano le voci dei cantanti. Scrivo brividi, perché di brividi si é trattato.
Se il fine dell'opera ultimo sia quello di suscitare emozioni non saprei
(lascio la palla agli intenditori), ma devo dire che questa Tosca,
con un crescendo non casuale, ci ha tenuto con il fiato sospeso attraverso tutti i colpi di scena fino al
suicidio della protagonista.
Abbiamo concluso la serata a cena dal miglior Indiano di Hki. Cibo
decente. Peccato che alle 23 del Sabato sera gli unici due clienti del
ristorante fossimo noi (fossimo arrivati un po' piú tardi avremmo
trovato pure la cucina chiusa).