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2 febbraio 2009

La fine della rivoluzione - 2

Partecipo, come sapete, al concorso Blog&Nuvole con il racconto "La fine della rivoluzione".
Questo racconto ha superato la prima selezione ed é stato ammesso tra i 35 che diventeranno fumetti. E ieri anche il fumetto tratto dal mio racconto é stato pubblicato!
Le tavole sono di Michela Lanini.
Michela ha lasciato il mio testo fluttuare come una voce di sottofondo, come un commento orale alle sue forti tavole. Che richiamano gli avanguardisti russi e gli espressionisti tedeschi.


I colori che usa sono il bianco e il rosso scarlatto, che vira in un bruno rossastro, come sangue secco. Pozze di colore in ebollizione primordiale, in lotta titanica. Tra il bianco, i Bianchi, e il rosso, i Rossi.
Le frasi in Russo (alcune: che paura! avanti! non sono solo tra i miei compagni, sapore del sangue in bocca) sono piú che decorazione.
Forse si descrive la genesi cruenta dell'Unione sovietica, forse si descrive uno scontro tra due princípi irriducibili, perché Michela sembra non cercare la fedeltá della rappresentazione storica (infatti sembra ambientata 30 anni dopo la rivoluzione).
Molto bello il Lenin, vivo, che parla alle masse, mentre il mio testo dice di una sua statua quasi stanca, con braccia lungo il corpo.

10 novembre 2008

La fine della rivoluzione - 1

Partecipo ad un concorso per bloggers e fumettisti, Blog&Nuvole. Il mio testo, La fine della rivoluzione, é stato incluso nei 35 testi che saranno a disposizione dei fumettisti per trarne dei fumetti.
Il testo descrive un viaggio nell'Altaj durante l'Agosto del 2006. Un giorno raggiungemmo un paese sperduto a 200 km dal confine con la Mongolia, dove novant'anni fa venne annunciata la rivoluzione rossa e si decise di non proseguire perché fino al confine era praticamente tutto disabitato. Per questa ragione, la statua di Lenin che si trova nel villaggio ha le braccia distese lungo il corpo (di solito il braccio destro alzato indica la strada in avanti e Lenin stesso é in cammino).

Inja
Nel villaggio si trova, se non erro, il primo ponte strallato in cemento eretto in Russia (gli stralli sono i cavi di acciaio; il ponte é tipologicamente simile al ponte di Brooklyn, per intenderci, ma é in cemento). Risale agli anni '30 ed é stato tirato su da carcerati dei gulag che si offrirono volontari in cambio di una significativa riduzione della pena (ma non possiamo immaginare quanto dure fossero le condizioni di vita e di lavoro in questa contrada sperduta).