Visualizzazione post con etichetta inutilia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inutilia. Mostra tutti i post

6 febbraio 2010

L'arte del cazzeggio (e una sua applicazione)

Il cazzeggio é una roba seria. Per spiriti sopraffini. Ed é per questo che é un'arte in cui gli Italiani signoreggiano (arte come techne, naturalmente).
E per cazzeggio intendo non giá l'innocente far ridere proprio dei poveri in spirito (la comicitá, l'umorismo sono alla portata di tutti, anche dei piú stolidi), ma quell'arte con cui si afferma una cosa volendo dirne un'altra e il tutto arricchito da una continua tensione dialettica, in cui gli interlocutori si sfidano a suon di motti arguti. Il motto arguto é dimostrazione di intelligenza e il vero cazzeggiatore non ride mai, ma "capisce" il motto. E a un motto se ne ribatte con un altro, come uno scambio di stoccate nella scherma. Si ride solo quando si é touché, solo per riconoscere il "punto" all'altro.
Ovvio che nell'arte non si riconoscano regole precise. E l'arte del cazzeggio non fa eccezione. Inoltre la definizione di cui sopra é personalissima (e opinabilissima).
Molto dipende dagli interlocutori e dal genio dei loro spiriti.
Non conosco nessuno tanto geniale nel cazzeggio quanto un mio compagno di classe del liceo ora embedded nella frenetica Bruxelles da bere (da cui occhieggia alla Cina). Il cazzeggio con lui giunge ad altrimenti inarrivabili apici di virtuosismo e a inimitabili scambi di stoccate (soprattutto quando é dato un tema e il cazzeggio si sviluppa attraverso infinite variazioni del medesimo tema).
Un'applicazione terribile del saper cazzeggiare é la presa per il culo. Anche qui, prendere per il culo é alla portata di tutti. Che ci vuole a far ridere sfruttando una cazzata (o, slealmente, un difetto) altrui?
In realtá la presa per il culo non ha il fine di muovere al (sor)riso, ma di mostrare l'acutezza del proprio spirito di osservazione (che nota il particolare invisibile seppur sotto il naso di tutti) e la finezza della propria intelligenza. E una fine presa per il culo la definisco secondo due condizioni:
a) la persona presa per il culo non se ne accorge;
b) la presa per il culo é invece evidente a tutti gli altri.
Esiste una terza condizione accessoria (per raggiungere la perfezione):
c) la persona presa per il culo pensa che chi prende per il culo sia un po' cojone (mentre é manifesto che non lo é a tutti gli altri).

22 agosto 2009

Ancora Tallinn

tallinn_04
Una delle capitali piú insipide d'Europa, giunta alla ribalta del turismo di massa grazie alle compagnie aeree low cost: Tallinn.

tallinn_06
Insipida, ma mai quanto Hki,
ça va sans dire. Che anzi acquista il suo miracoloso significato di bellezza (turistica) proprio e solo per chi, come noi, viene da Hki (per i Finni in primis rappresenta alcohol e donne a buon mercato e per noi, in extremis, l'altro dal Granducato).
Tallinn dai graziosi scorci:

tallinn_05
dai graziosi tetti:

tallinn_01
dai graziosi (e complessi) toponimi:

toponimo
(piazza della chiesa)
dai graziosi manifesti:

manifesto
dai graziosi graffiti:

graffito(é la televisione che imita la vita o la vita che imita la televisione?)

e dalle graziose Estoni.
Non mancano infatti a caccia della scopata vacanziera le brigate di abbronzati turisti dall'Europa meridionale di tutte le etá, di buona volontá e spesso di bocca buona: studentelli zaino in spalla, quarantenni nonostante tutto ancora disperatamente giovani e signorotti di mezz'etá con moglie al guinzaglio e l'occhio irrequieto.
Prima di imbarcarci sul traghetto che ci avrebbe riportato a Hki, non ci siamo fatti mancare un tramonto comme il faut:

tallinn_02
tallinn_03
Durante il tragitto, accanto a noi sedeva uno strano terzetto:
un Finlandese sui quaranta sbronzo marcio;
la sua compagna russa, sui cinquanta, platinatissima;
un giovanotto ucraino di Kiev (che non ho capito bene cosa c'entrasse con i primi due).
Il Finlandese teneva banco: era evidentemente un uomo di successo, nel lavoro e nella vita privata.
Dispensava all'Ucraino massime come: non si scopa mai abbastanza. Implicitamente sosteneva che Kiev fosse un posto di merda, visto che chiedeva all'Ucraino se avesse mai sentito il bisogno di vedere quello che ci fosse dall'altra parte della collina (intendeva forse che avrebbe fatto meglio a trasferirsi in Finlandia?). Gli raccomandava di guardare sempre nelle palle degli occhi le persone con cui faceva affari, perché affettare sicurezza dava il vantaggio dell'essere padroni della situazione. Guardare gli altri nelle palle degli occhi poteva risultare utile anche nelle discoteche, per liberarsi dei rivali invidiosi delle proprie prede; ma all'occorrenza bisognava saper menare le mani, meglio se in maniera rapida (pam pam!).
Poi cominció a tessere le lodi della thai box e a quel punto ho smesso di ascoltare, perché mi aveva fatto venire il mal di mare.

25 aprile 2009

L'albero di Pasqua

Oggi non abbiamo potuto evitare i talkoot, una sorta di celebrazione borghese del giardinaggio condominiale, un rito che si tiene due volte l'anno (in primavera e in autunno) in cui ognuno è sacerdote e il cui porre in essere si esplica attraverso il semplice dandosi da fare o dando l'impressione di darsi da fare (in autunno il lavoro non manca, perchè si raccolgono tutte le foglie cadute e si prepara la terra per la gelida morsa invernale; ma in primavera c'è ben poco da fare e tutti danno il meglio di sé nel trovarsi occupazioni credibili).
Ho colto l'occasione igienica per liberarmi di un cadavere che da Gennaio giaceva insepolto nel giardinetto sul retro: il cadavere del nostro albero di Natale!
A mia parziale discolpa, rammento alla giuria che fino a poche settimane fa la carcassa rinseccolita era occultata da abbondante neve.
E stamattina bel bello mi sono caricato sulle spalle la spoglia mortale dell'albero di Natale e l'ho portata al cassonetto dei rifiuti bio (o baio, come dicono i colti). Una vicina ramazzante spalanca gli occhi e mi fa: ma non mi dire che quello è l'albero di Natale! E io, con una faccia di bronzo che descrivervi non saprei: ma no, è l'albero di Pasqua. Noi in Italia -continuo imperterrito- facciamo per tradizione non solo l'albero a Natale, ma anche a Pasqua. E lei: ma lo decorate pure? E io: sicuro!

27 febbraio 2009

La prova dell'esistenza di Dio e il segreto delle leggi dei mercati

Oggi un post ambiziosetto

1) La prova dell'esistenza di Dio.
Ho la prova inconfutabile della
Sua esistenza!
Metterá d'accordo cattolici ed anglicani, che sfileranno il Primo Maggio per le vie di Belfast bevendo fiumi di birra e sidro!
Si ricrederanno atei, agnostici, rinnegati, spretati, delusi, simoniaci, illuministi, matematici impertinenti, bestemmiatori, indecisi, comunisti (trinariciuti e non), dubbiosi, eretici (in particolare i monofisiti e i nestoriani), revisionisti, negatori dell'Olocausto, panteisti, radical chic e fricchettoni!
Nevica da tre giorni e non é il nostro turno per spalare il parcheggio!
Dio c'é! Giustizia c'é! Distributiva, commutativa e sociale! Fate voi.
Giá gnostici tradizionalisti, che hanno battuto le bancarelle del Lungosenna alla ricerca di introvabili guénoniani, bisbocciano a Oloroso di Jerez dell'87 con rabbini ortodossi nei caffé di le Marais!
Giá Aristotele sussulta di gioia nella sua tomba!
Giá odo i cori festosi dei sindacalisti e dei centri sociali che imboccano la via Cavour dai fori imperiali, mentre Alemanno, er Pecora e Storace, in testa ad una falange di fasci giulivi, li aspettano a piazza della repubblica con petali di rosa e biglietti dell'autobus usati e un gay pride estemporaneo dal Colosseo marcia fino alla basilica di san Giovanni in Laterano per assistere ad una mega Messa in memoria di Jörg Haider accompagnata dai Massive Attack e Gigi d'Alessio!

2) L'andamento dell'economia
Anni fa vidi
π, un bel film americano indipendente, che racconta la storia di un immaginario matematico ebreo newyorkese arrivato a scoprire la legge che regola l'andamento dei titoli di borsa. Siccome questa legge é basata su una sequenza numerica, la scoperta fa gola alla classica multinazionale cattiva e ad un rabbino ultra-ortodosso, che crede che quei numeri siano la sequenza cabbalistica del perduto nome di Dio. Il film termina con un doppio finale: il matematico si suicida o diventa scemo.
Nel film vengono trattati con competenza e chiarezza argomenti complessi come la serie di Fibonacci e lo sviluppo della spirale costruita sulla sezione aurea, argomenti dei quali ho un'ottima cognizione avendoli approfonditi nella mia tesi di laurea insieme ad altri (le proporzioni del pentagono, le relazioni tra spirale e pentagono, i frattali, ecc.; argomenti che mi hanno condotto poi alle discipline esoteriche, ma questa é un'altra storia).
Per farla breve, ho trovato un metodo infallibile per predire l'andamento dell'economia mondiale in relazione all'andamento del prezzo del petrolio! L'aspetto piú stupefacente é che é semplicissimo e non richiede lauree, MBA alla Bocconi, abbonamenti al Sole 24 Ore o l'aver visto Wall Street di Oliver Stone!
Ora vi spiego: il prezzo del diesel, che dipende direttamente dal prezzo del petrolio (fuorché in Italia), varia in progressione perfetta con la quantitá di carburante nel serbatoio della mia macchina! Cioé: non appena il contenuto del serbatoio é inferiore alla metá della sua capienza, il prezzo del diesel (e quindi del petrolio) comincia a salire (e quindi l'economia va in crisi nera, le banche argentine falliscono e si portano nella tomba i risparmi dei lavoratori italiani, le rate del mutuo s'impennano, disoccupati e precari aumentano); il momento peggiore é quando devo fare il pieno: stai sicuro che i prezzi sono schizzati alle stelle (e il mercato globale é a pezzi); appena fatto il pieno, il fenomeno s'inverte: il prezzo del diesel (e quindi del petrolio) cala (e quindi l'economia comincia a riprendersi, segnali di ottimismo dalla banca centrale europea, aumentano i consumi, l'abbondanza di liquido in circolazione permette facile accesso al credito, i tessuti cinesi non fanno piú paura); l'andamento positivo ovviamente dura finché non si supera la metá del serbatoio e tutto ricomincia da capo.
Tutto scientifico! (come il comunismo)

23 ottobre 2008

Interpretazione scientifica di fenomeni altrimenti inspiegabili

L'importanza degli studi scientifici!
So interpretare con correttezza un particolare fenomeno che si verifica in ufficio.
Qualche giorno fa avevo notato che er Ciáina non lasciasse piú scie radioattive all'aglio al suo passaggio. Romanticamente avevo ipotizzato l'influenza di una bella Cinesina.
Mi sbagliavo.
Adesso che er Ciáina é avvicinabile, é diventato inavvicinabile quell'Indiano sveglio ma primitivo, che viene dalle parti di Calcutta e che ha la ragazza russa.
Oltre che lasciare scie appesta anche le stanze nelle quali s'intrattiene.
DIVAGAZIONE
Er Carcutta, sposerá il prossimo Febbraio la sua Natassia. La cerimonia avverrá in India. Accanite le discussioni tra me e L. circa la natura del legame tra er Carcutta e la sua Natassia: per me sopportare le maniere primitive der Carcutta (in confronto a lui i pur selvaggi Finni paiono schizzinosi cicisbei) e la di lui ascella nucleare é prova lampante della disperazione di chi cerca il benessere e la sicurezza economica dell'Europa e s'attacca a tutto (ma proprio a tutto), per L. (la sua visione é persino piú maligna della mia) la Natassia é talmente semplice, cioé viene da un livello sociale cosí basso, che é naturale per lei aver a che fare con uomini come er Carcutta
FINE DIVAGAZIONE
Pe' falla breve: il terzo principio della dimanica recita che ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria: tu me togli la puzza der Ciáina e io te rimetto in circolo quella der Carcutta.
E non aveva torto il vecchio Lavoisier ad affermare che nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
In puzza.

4 settembre 2008

Pioggia e chiacchiere

Non mi ricordo da quanti giorni piova.
Ogni tanto c'é una pausa, di solito quando sono in ufficio o casa. Poi riprende con intensitá maggiore, soprattutto sugli arredi in legno del giardino (che si sono raddoppiati di volume per l'acqua presa).
Stamattina andando al lavoro pioveva a catinelle (a secchiate) e a vento (e non é nemmeno la condizione peggiore: il peggio é la nevicata a vento, meglio se di notte, alla fine dell'inverno e con croste di ghiaccio sparse irregolarmente sull'asfalto; roba che ti devi portare appresso due paia di mutande di ricambio) e non ho potuto resistere alla tentazione di guidare ascoltando la Musica sull'acqua di Händel (avevo il cd in macchina).
Ieri proficua conversazione in ufficio con il Canadese.
Figura infelice, come tutti gli stranieri che sono venuti in Finlandia per la bionda, ha fatto la solita trafila matrimonio-prole-divorzio e ora é condannato a vivere in Finlandia per star vicino a detta prole. Ne ho incontrati a pacchi come lui: aspettano che i figli arrivino a 18 anni per poter andarsene. Anche er Canada é della combriccola, ma piú lucidamente ammette che quando i figli saranno maggiorenni lui avrá 50 anni e "a 50 anni dove cazzo vado?" mi ha chiesto (traduzione libera, ma fedele). Secondo lui il 90% degli stranieri in Finlandia si trova nella sua stessa situazione (non posseggo statistiche ufficiali, ma la percentuale mi pare verosimile), intentendo per stranieri gli Occidentali (gli altri, marocchi, bangladesh e somalia, sono esclusi dalle statistiche in quanto rifugiati, scroccatori di assegni di mantenimento o clandestini).
Poi er Canada é passato a raccontarmi delle sue passate esperienze lavorative: in Finlandia ha lavorato in una grossa multinazionale, ma nella filiale finnica c'erano 200 Finni, lui e un Olandese. Diceva che i Finni lo trattavano come una merda e non gli davano fiducia sul lavoro perché straniero (gli posso credere), mentre la nostra compagnia, dal punto di vista sociale, é molto meglio (ed é vero, essendo i Finni maggioranza relativa e quindi costretti ad evolversi dalla loro provinciale ferinitá per simpatetico beneficio dovuto alla vicinanza con stranieri, anche se del secondo o terzo mondo).
La ciliegina sulla torta: secondo er Canada il lavoro é organizzato male e c'é una sacco di gente che non fa una mazza, tipo er Ciáina, che non sa che ruolo abbia nella compagnia (me lo chiedo anch'io) e che si fa vivo ad ogni morte di papa quando ha un problema (anche da me qualche volta si é affacciato con domande al limite dell'implausibile).
Er Ciáina da questo punto di vista mi ricorda un tale che lavorava al dipartimento di architettura dell'universitá di Oulu (dove facevo la tesi) con la misteriosa mansione di "architetto di laboratorio". Tutti si chiedevano in che consistessero i suoi compiti e io lo vedevo sempre affacciato alla balconata interna con quell'aria scazzata da impiegato pubblico (figura professionale che ho avuto modo di conoscere per benino da vicino quando ero attaché al ministero della difesa ai tempi della naja). Una volta sono entrato nel suo ufficio e ho notato che vi era appesa una sola immagine: un collage sbiadito di un progetto di villetta unifamiliare con foto (mi ricordo di due donne sorridenti e con acconciature anni '80 sedute nel salotto), sicuramente l'unico suo progetto in tutta la sua vita

15 agosto 2008

Cazzeggio

Oggi a pranzo il Troll mi ha dato buca, onde me ne sono andato a mangiare da solo al nostro ristorante del Venerdí, il Wossikka (zona Pitäjänmäki).
Mi sono sparato un paio di piatti di jaeger-schnitzel (fettina panata con salsa di funghi) e di makkara (lo scarso wurst indigeno) al forno con formaggio; contorno di puré e verdure al forno.
Durante il pasto mi sono visto un eccitantissimo scampolo di Olimpiade. Di tiro con l'arco.
Prima si sono misurati un Russo (di Tartaria) con un Ucraino; ha vinto quest'ultimo. Poi un Messicano e un Sud-Coreano.
No, il messicano non aveva il sombrero, era una fighetta international, uno di quelli che sa perdere (perché della medaglia non gliene frega una mazza e gli basta caricarsi una hostess all'elegante cocktail party che segue la gara e sapere che a casa in garage c'é il Porsche), ma mi pare abbia vinto sull'Asiatico, che invece era troppo concentrato, troppo gelido per non esplodere alla fine e cagarsi addosso dalla fifa, pur essendo stato in vantaggio per gran parte della gara.

12 agosto 2008

Rivoluzionaria formula di saluto

Uno dei miei nuovi colleghi é Coreano (non é quello con prole); é ancora studente.
Nato in Corea, cresciuto in Argentina, ora vive in Finlandia e ha un fratello in Nuova Zelanda (ha battuto il precedente record di assurditá che deteneva uno studente conosciuto ad un party: nato a Trinidad y Tobago da genitori indiani ivi emigrati, ora studia in Finlandia).
Insomma, il Corea forse si prende un po' troppa confidenza, distribuisce troppe pacche invece di preoccuparsi della piazza d'armi che gli si sta dissugellando sulla fronte, ma in finale é un bravo pischello; l'altra settimana l'ho salutato con un sonoro: ciao, bello!
Il Corea é rimasto folgorato dal saluto, manco fossimo sulla via di Damasco; mi ha chiesto precisi ragguagli semantico-filologici sulla formula ed é poi passato ad una martellante fase di divulgazione in ufficio.
I colleghi hanno apprezzato questa rivoluzionaria formula di saluto e non la lesinano né a me, né tra di loro. Oggi ne ho trovati quattro, tra cui il Corea, che confabulavano sulla lunghezza dei nomi tailandesi (uno di loro aveva ritagliato dal giornale un annuncio in cui una donna tailandese di 53 kg e dal nome infinito offriva le sue grazie a qualche distintissimo giovanile finalitá matrimonio); poi sono passati a elaborare la rivoluzionaria formula di saluto con il Corea in cattedra che spiegava che alle donne si deve dire ciao, bella! (intraducibile in Finlandese perché non esistono i generi); io mi sono limitato a specificare che il bello sia meglio indirizzarlo ad amici e/o colleghi e non jokaiselle miehelle (ad ogni uomo).

1 luglio 2008

La scintilla assatanata

Qualche giorno fa arriva uno dei tre Indiani alla mia stanza. Si stava facendo un giretto, visto il clima vacanziero e rilassato.
Tutto contento mi dice che il suo visto é in scadenza e deve tornare in India per rinnovarlo da lí. Gli ci vorranno almeno un paio di mesi e quindi dovrá starsene in forzate ferie a casa.
Aveva negli occhi una scintilla assatanata, non giustificata dalla sola idea di starsene due mesi a casa.
Poi mi chiede se sono single. Che no, gli dico. E tu?, ribatto. Che sí, mi risponde e poi aggiunge che i suoi genitori gli stanno cercando una moglie e che quest'estate si sposerá. Viene da una regione interna dell'India, a Est di Mumbai, e lí usa che i genitori cerchino la moglie per il figlio. Ma dai, faccio io, qui invece facciamo tutto da soli. Ma puoi rifiutare?, gli chiedo. Lui mi assicura che a scegliere sará lui (sí, ma tra le candidate proposte dai genitori).
Beh, in bocca al lupo!, dico. Ma la scintilla assatanata nei suoi occhi non era spiegabile con le sue prossime nozze.
Poi aggiunge (coniugando candore e allupamento): in India non é permesso dormire con la propria moglie prima del matrimonio.
Aaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh: ecco da dove veniva la scintilla assatanata!

18 giugno 2008

Giorni intenZi

Sabato pomeriggio festa di laurea di un'amica finlandese. Si è laureata in Filologia italiana (sono stato revisore di un capitolo della sua tesi), per quanto ci riguarda poteva laurearsi benissimo in Cucina italiana: ha preparato con le sue mani una ricchissima serie di gustose torte salate e si è superata con i dolci (pannacotta e torta di mele in primis!). Bella festa, praticamente tutte donne; sarebbe stata una pacchia per predatori di biondine: gli unici uomini io, ma impegnato, e un Tedesco con un sorriso da ormoni impazziti (l'altro Crucco non lo conto in quanto finlandesizzato). Ci siamo fatti sotto con il buffet e non riuscivamo a smettere di mangiare. Verso l'ora di cena siamo andati al Soul Kitchen, ristorante a Kallio, dove abbiamo cenato con i nostri amici polacchi (mi sono sparato un hamburgerone da paura, che ha destato le invidie del Polacco, che a sua volta non ha resistito alla tentazione di farsi il bis). Dopo cena, non si sa come, siamo riusciti a entrare in macchina.
Domenica ci è venuto a trovare un collega universitario di Lidia, Russo di Lettonia, a Hki per lavoro. Con il suo aiuto sono andato a ritirare il paravento che mi sono fatto costruire da un artigiano andaluso-finlandese di Fiskars (villaggio di designers, artisti e architetti). Poi la mia pizza.
Lunedì mi sono fatto cacciare dal corso di Tedesco, perchè ho obbligato l'insegnante a tenerlo in Tedesco e non in Finlandese (voglio vedere voi a fare gli esercizi traducendo seduta stante dal Finlandese al Tedesco), sebbene io fossi l'unico straniero tra una ventina di Finni. L'insegnante avrebbe voluto tenerlo in Inglese, ma non si fidava del suo Inglese. Se tu parlassi Russo sarebbe meglio, mi ha detto commiserandomi. Per me non c'è problema, si può parlare Russo, le ho risposto, suscitando l'ilarità generale (nessuno si aspetta mai che parli Russo).
In realtà mi hanno silurato dal corso martedì mattina con una telefonata.
Oggi er Ciàina ha finalmente cambiato camicia (gli ci è voluta più di una settimana per decidersi).
Venerdì in Finlandia si celebra Juhannus (san Giovanni) e ne approfittiamo per un weekend a Tallinn in uno spa hotel.

12 giugno 2008

Garlic fall out e non solo

Dopo i miseri tentativi di small talk con il sottoscritto, dopo le tremende e solitarie performances canore, er Ciáina torna alla ribalta per il garlic fall out, lo strascico radioattivo all'aglio. Non solo ha contaminato il micro-onde (e tutta la cucina) con le sue pietanze all'aglio, ma ogni volta che passa per il corridoio lascia una pestifera scia che rimane in giallastra sospensione aerea per qualche minuto.

Il nostro esperto informatico: probabilmente le donne non noteranno altro che i suoi occhi intensissimi tra il verde e l'azzurro, ma non essendo donna non mi sono sfuggiti il suo fisico da habitue di Hesburger (la versione finlandese di McDonald's), e il suo look da ufficio: ciavatta (lessicalmente piú pregna di ciabatta), pantalone della tuta, felpa (di quelle che si mettono quando si ha l'influenza e fuori piove) e capoccia leccatissima di gel.

Continua la saga dei tre del summer job: i due ragazzi, dopo aver vagato per i corridoi per qualche giorno con occhi sbarrati e con un foglio fresco di fotocopia in mano, hanno conquistato una postazione con computer (donde navigheranno tutto il giorno in internet, presumo); la ragazza é stata messa a pulire tutto il pulibile immaginabile: con quella chioma platinata ed esplosa, il look H&M e lo straccio in mano ha un'aria da cenerentola cyberpunk.

3 giugno 2008

Tre fantasmi

Ieri in ufficio sono arrivati tre giovanissimi per il loro summer job (il lavoretto estivo).
Sono tutti e tre sui 17-18 anni. C'é uno spilungone secco secco, un altro con pelle e occhiaie da adolescente e una ragazza che pare si pettini ogni mattina mettendo il ditino nella presa della corrente (ha i capelli di un colore tra il giallo e il bianco).
Stamattina sono arrivato in ufficio verso le sette meno un quarto, come al solito, e ho notato la presenza di tre giovani fantasmi che vagavano insonnoliti per i corridoi, davano l'acqua alle piante, preparavano il caffé (che tra l'altro, nonostante quanto affermi nel post precedente, non é del tutto disprezzabile essendo, per lo meno, bello forte).
Mi sono sorbito anche oggi il mio curry cappuccino, ormai non posso piú farne a meno. Tra l'altro mi prepara spiritualmente ad applicarmi al kamasutra dell'ingegnere, quell'eccitantissimo e scandaloso manuale che mostra nei piú intimi e scabrosi dettagli tutte le possibili e immaginabili combinazioni di elementi in acciaio e/o in c.a. (previa consultazione del sagomario, ove sono classificati con dovizia di dettagli tutti i membri in acciaio).

30 maggio 2008

Curry cappuccino

Una delle peculiaritá di essere Italiano in Finlandia, a parte essere considerato a priori (cioé indipendentemente da quale sia la tua effettiva condotta) un rimorchione modaiolo (1), mafioso (2) e spaghettaro, é quella di essere ritenuto (sempre a priori) un'autoritá sul caffé.
Mentre i Finlandesi s'inacidiscono e s'irrigidiscono se tu domandi cortesemente quale sia la differenza tra un mobile prodotto in Finalndia ed uno in Estonia (visto che questi ultimi costano circa la metá, ma i Finlandesi preferiscono comprare i mobili nazionali), mentre i Finlandesi ti deridono se tu domandi cortesemente perché comprano frutta e verdura coltivate in serre nazionali e non comprano frutta e verdura importate dall'estero (che costano circa tre volte meno), mentre i Finlandesi sotto sotto s'incazzano se osi cortesemente criticare il makkara (il salsicciotto nazionale che contiene fino al 40% di carne), ti danno invece gravemente ragione se ti lamenti del loro caffé. E farsi dare ragione dai Finlandesi ce ne vuole, visto che detengono il miglior stile di vita del mondo e hanno saggezza da vendere. Ultimamente se la smargiassano affermando che i pizzettari finlandesi fanno la pizza meglio di quelli italiani, stando ad un articolo dell'autorevole settimanale Helsinki Times. Del resto, da buon Romano, di farmi dare ragione me ne strafrego, visto che a Roma la ragione é degli stronzi.
Dicevo, i Finlandesi non fiatano e ti danno pure ragione se dici che il loro caffé é una ciofega. Ma questo solo perché sei Italiano e perché il caffé Italiano é (reputato) il migliore in assoluto.
Tutte queste parole solo per dire che la mattina in ufficio qualche volta mi faccio il cappuccino. Il caffé lo preparo con la moka e l'unica maniera per scaldare il latte é usare il micro-onde, lo stesso che gli Indiani usano per scaldare le loro pietanze al curry, il cui aroma s'é intronato come un marajá all'interno del micro-onde. Aroma che passa immancabilmente al latte e alla fine il mio cappuccino ha un poco invidiabile retrogusto di curry.
NOTE
(1) L'indigena ignavia in fatto di moda non permette di distinguere chiaramente la differenza tra un coatto/tamarro e un uomo di gusto, per cui l'Italiano é a priori "homo elegans" (e questo alla facciaccia di tutti gli altri Europei; purtroppo noi Italiani spesso ci fermiamo alle apparenze, peró).
(2) In Finlandia se non sei niveo di carnagione e hai una felpa con cappuccio, sei automaticamente considerato uno spacciatore; se non sei niveo di carnagione e vesti un gessato, sei automaticamente un mafioso.