Visualizzazione post con etichetta disegni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disegni. Mostra tutti i post

14 febbraio 2009

Livida Berlino - 2

anna_blume_01Abbiamo frequentato piú del solito Prenzlauer Berg, dove vivono molti dei nostri amici russi (di solito bazzichiamo l'Ovest). Mi sono divertito a sentirli discutere animatamente come noi Italiani sulla scelta del posto dove andare a mangiare o a bere.
Ci siamo tornati anche da soli, a Prenzlauer Berg, quando i pomeriggi erano troppo cupi e il vento portava con sè un misto poco intrigante di pioggia, ghiaccio e neve.
Ci é piaciuto piú di tutti Anna Blume, un caffé dal design sobriamente liberty con fioraio annesso (Blume = fiore) sulla Kollwitzstraße.
Il curvo bancone e i lunghi e ondulati divani dalla pelle rossa, specchiati dalla modellatura del controsoffitto, creano calde sinuositá ventrali in cui indugiare a lungo, in cui perdersi in fantasticherie mangiando una succulenta fettona di torta, in cui leggere o chiacchierare o guardare gli altri clienti bevendo un frischer Minztee.
Di primavera o d'estate si puó sedere fuori, godendo della tipica quiete berlinese che spira tra i viali (tanto diversa dallo sterile silenzio di Hki) e del mite solicello.

anna_blume_02Alla nostra destra, manco a farlo apposta, sedeva una studentessa di lingue, che raccontava all'amica finnica del suo studio della lingua finlandese e dei suoi soggiorni in Finlandia. Mi sarebbe tanto piaciuto entrare nella conversazione e dire la mia, ma non mi andava di sporcare l'entusiasmo ingenuo della studentessa.
Alla nostra sinistra sedeva una giovane donna dalla lunga treccia nera, rapita nella conversazione con un uomo di mezz'etá. Ho pensato che la giovane donna fosse una studentessa e il vecchio il suo adorato professore-pigmalione. Lei era troppo felicemente concentrata sul suo interlocutore per poter pensare che questi ne fosse semplicemente il padre. Chissá che l'interesse e l'ammirazione non l'abbiamo spinta a maggiore intimitá con l'uomo. Che mi dava le spalle, onde non potevo coglierne l'espressione, se quella altera di un maestro o quella lubrica di un fauno.
Davanti, ma piú distanti, due anziane signore parlavano sottovoce con gran gesticolare.
Passava qua e lá la giovane cameriera, chiaramente una studentessa, con una smorfia un po' antipatica che le irrigidiva il bel volto.
Non paghi delle lunghe passeggiate, spesso allungavamo volutamente i tragitti in metro per osservare un po' di umanitá varia berlinese.

31 luglio 2008

Vecchi disegni - 3

Nell'autunno del 2001 passai un week end di studio con un'amica nella villetta della sua famiglia al Circeo.
A queste latitudini settentrionali il mare non ha carattere. Puó essere bello, anche molto bello, ma é inodore, insapore, non si sente il sale, non si sente lo iodio. Ha l'insipidezza scivolosa di un laghetto qualsiasi. É acqua, non mare. É scipito come le genti sulle cui rive abitano.
Il Mediterraneo é l'esatto opposto del Baltico. Ha carattere, forza, puó sfoggiare machismo sopra le righe o languire in ozi capuani. Per questo suscita in te sempre emozioni, indifferentemente dalla stagione.
Le passeggiate notturne che facemmo sulla spiaggia del Circeo furono il perfetto basso continuo nella tempesta di sentimenti che mi scuoteva; il mare continuamente ghermiva la terra senza poterla portare nelle profonditá dei suoi abissi.
Quel che ricordo chiaramente di quel week end fu quel che non accadde.
Di quei due giorni mi rimane una poesia che non trascriveró e un disegno della mia amica mentre studiava:

Femme qui etudie
Seduta di spalle, senza mostrare il volto,
immersa in una luce da cui io, nella penombra, sono escluso.
Passó l'inverno. Fui ammesso ad altre luci.
E in primavera partii per il mio primo soggiorno finlandese.
Il disegno seguente é piú o meno coevo. Rappresenta un paesino a una sessantina di km da Roma dove abbiamo una seconda casa. Mi fu meta di chiuse di studio e di temporanei esili in solitaria meditazione.

Segni

8 luglio 2008

Vecchi disegni - 2

Due disegni fatti durante il CAR, Luglio 2002. Ho utilizzato due libere uscite domenicali per un paio di gite a Ravenna e Urbino (il CAR l'ho fatto a Pesaro).
La gita a Ravenna, mi sono portato dietro un pari-scaglione romano, che si è sorbito le mie dettagliatissime spiegazioni sull'architettura bizantina, con ricche digressioni sulla tecnologia costruttiva, la statica e i mosaici (inclusi doverosi cenni storici ed etimologici). Abbiamo visitato Sant'Apollinare in Classe (Classe sta per classis, flotta; un tempo lì erano gli ormeggi di una delle flotte imperiali) e il complesso San Vitale e Mausoleo di Galla Placidia, che ho colto l'occasione di schizzare:

Mausoleo di Galla Placidia
La Domenica successiva il pari-sca ha preferito andare a Rimini con il resto della compagnia e io me ne sono andato solo soletto a Urbino, a visitare il Palazzo Ducale, che ospita la Galleria Nazionale delle Marche.
Urbino è bella di per sè, il Palazzo Ducale per un fan dell'Alberti quale il sottoscritto è un valore aggiunto. Ecco un veloce studio del cortile del Palazzo:

Palazzo ducale di Urbino
Nella collezione della Galleria Nazionale sono conservati il ritratto ufficiale del duca Federico di Pedro Berruguete, la Flagellazione di Piero della Francesca (su cui ho letto un paio di anni fa l'acuto e accurato saggio "L'enigma di Piero" di Silvia Ronchey), la Muta di Raffaello, la Città ideale attribuita al Laurana e molti altri notevoli dipinti. Non dimentichiamoci dello studiolo del duca.
Rientrato a Pesaro, prima di tornare in caserma, mi sono concesso due belle piade.

4 luglio 2008

Vecchi disegni - 1

Due disegni fatti durante un viaggio a Lisbona nell'Agosto del 2001.
Nel primo una vista del quartiere di Baixa Chiado. Quel pomeriggio ero solo e mi godevo la brezza oceanica che stemperava l'irraggiamento solare; il giorno dopo sarebbe arrivata la persona che stavo aspettando. Questa è la frase che ho scritto per accompagnare il disegno: "m'inchioda al silenzio il ponentino del vespro che annotta il clamore dei sensi e mi tenta con un fantoccio di pace sanscrito, ma non rinuncio al mio ergo sum e non mi sciolgo dall'abbraccio del logos".

Baixa Chiado
Mi sciolsi dall'abbraccio del logos, quando quella persona arrivò.
Il secondo disegno l'ho fatto durante una mezza giornata di mare a Cascais, vicino Lisbona; rappresenta una donna grassa sdraiata sulla spiaggia con le figlie adolescenti (una botolo come la madre e una bellissima e sognante):

Cascais

24 giugno 2008

Weekend a Tallinn - 2

Ho fatto un paio di disegni durante il w/e  a Tallinn. 
Il primo rappresenta un'Estone di mezz'etá curiosamente addormentata a bocca aperta su uno dei ponti (coperti) del traghetto: un incrocio tra l'urlo di Munch e una statua di Bomarzo.

donna addormentata  
Il secondo disegno é un tentativo di raffigurare uno scorcio del centro storico di Tallinn (una strada chiamata Pikk), tutto viuzze tortuose, spioventi, finestroni e abbaini. Ma la giornata non era delle migliori per il gran vento che tirava (non era un granché piacevole sedere all'aperto), né gradivo la compagnia di un gruppo di Brits che sedeva al tavolino accanto (troppo rumorosi, banali all'ennesimo grado e soprattutto non hanno degnato di un sorriso la bella cameriera estone tutta riccioli d'oro e occhioni azzurri, ma, con un provincialismo che gli esterofili italiani non vedono mai, hanno controllato con zelo contabile voce per voce il conto - alla faccia della sterlina che la corona estone se la magna e se la ricaca).

Pikk 
Avevo solo una penna a sfera blu.

5 maggio 2008

Appunti dal viaggio a Berlino - Disegni

Ho tenuto la mano in esercizio (non che io sia un gran disegnatore, per carità).
Ecco un edificio che mi è molto caro, la Filarmonica di Scharoun (vista dall'entrata dell'Istituto di cultura latino-americano).

philharmonie
Una sera sono uscito con l'ex di un'amica di L. L'ex è ridotto uno straccio (a dir poco) e quella sera si son fatti discorsi da uomini con fiumi di birra. Arrivati alla foce, io me ne sono torntato a casa in taxi (intrattenendomi in conversari con l'autista pakistano nel mio più bel Tedesco di sempre) e l'ex a fette, ma è stato sequetrato ben presto da una prostituta che, in mancanza di clientela o di voglia di lavorare, gli ha raccontato la storia della sua vita e dettagli scabrosi della professione (non so cosa darei per ascoltare dal vivo queste persone vissute). A casa ero troppo marcio per dormire e mi sono fatto un bel caffè; arrivata l'alba mi sono messo alla finestra a disegnare la vista (e poi sono andato a scuola di Tedesco, fresco come una rosa).

cortile a Eylauerstr.
L'ultimo disegno è una vista di Potsdamer Platz dall'ingresso del Kulturforum. Era una giornata fredda e piovosa e io mi sono messo sotto la tettoia all'entrata, rifugio per i fumatori. Il disegno è incompleto e grezzo perchè il freddo mi induriva la mano.

potsdamer_platz_dalla gemaeldegalerie_9-4-08_edited