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3 gennaio 2010

Una frase di Eliot

"An individual European may not believe that the Christian Faith is true, and yet what he says, and makes, and does, will all spring out of his heritage of Christian culture and depend upon that culture for its meaning. Only a Christian culture could have produced a Voltaire or a Nietzsche. I do not believe that the culture of Europe could survive the complete disappearance of the Christian Faith."
("Un cittadino europeo può non credere che il cristianesimo sia vero e tuttavia quel che dice e fa scaturisce dalla cultura cristiana di cui è erede. Senza il cristianesimo non ci sarebbe stato neppure un Voltaire o un Nietzsche. Se il cristianesimo se ne va, se ne va tutta la nostra cultura, se ne va il nostro stesso volto.")
T.S. Eliot, Christianity and culture 
 
La frase mi piace perché sintetizza efficacemente come l'Europa (e tutto l'Occidente) sia (anche) christiana e come il misconoscimento di queste origini segni il punto di non ritorno nel cammino di autodistruzione degenerativa intrapreso dall'Europa (e da tutto l'Occidente).

21 ottobre 2008

Lo scempio del mondo

Nel 1943, durante l'occupazione nazista, lo storico olandese Johan Huizinga scrisse Lo scempio del mondo, un'analisi del significato e della storia della parola civiltá, seguita da una proposta di rinnovamento dell'ordine mondiale a guerra finita. Nel '44 Huizinga sarebbe stato arrestato per aver aiutato la Resistenza e morirá al principio del '45, poco prima dell'arrivo degli Alleati, aetatis suae LXXIII.
Huizinga, sulla base della definizione di civilitas data da Dante nel De Monarchia, intende per civiltá il processo dello sviluppo delle facoltá proprie degli uomini dallo stato di ferinitá verso la felicitá. Secondo Huizinga la storia dell'umanitá é leggibile come un nascere e morire di differenti civiltá. Nei periodi di decandenza si verificano delle perdite di civiltá, soprattutto morali, che non vengono rimpiazzate dal progresso scientifico e tecnico.
Si pensi all'anno in cui il breve saggio é stato scritto.
Nel descrivere la decandenza della civiltá occidentale, Huizinga si mette in compagnia di Guénon, Evola, Jung e molti altri. Tutti questi autori condividono l'idea che ci sia una relazione tra il progresso scientifico e tecnico e la perdita di valori morali e spirituali. A tal proposito Huizinga, ne Lo scempio del mondo, scrive:

Dappertutto si sentono le conseguenze della sempre piú vasta meccanizzazione dei rapporti sociali e della superficialitá della vita del popolo... Tutto ció che fu consacrato alle comunicazioni, all'industrializzazione divoratrice di campagne e all'inondazione di surrogati spirituali andrá registrato nell'elenco delle perdite irrevocabili.

Piú tempo passa e piú piena mi sembra la veritá di queste parole.