Abbiamo portato la
bambina a prendere un po' d'aria cogliendo l'occasione del temporaneo
innalzamento della temperatura (solo -6 oggi!).

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22 dicembre 2009
Passeggiata nei dintorni
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Espoo, Finlandia
21 dicembre 2009
Global warming
Mercoledí 16 (a mezzogiorno) dalla ns camera da letto:
Venerdí 18 questo segnava il termometro di prima mattina:
(considerando che, essendo il termometro
incollato al vetro esterno della cucina, un minimo di calore comunque
passa per irraggiamento e la temperatura indicata é sempre leggermente
ottimista); questa era la vista dalla ns camera da letto:
Stamattina, dopo l'abbondante nevicata di questa notte:

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Espoo, Finlandia
10 novembre 2009
Autunno finlandese
Vista dalla nostra camera da letto stamattina:
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Espoo, Finlandia
5 novembre 2009
Anastasia é nata!
Lunedí 2 alle 19:51!
Dettagli in seguito. Siamo appena tornati a casa! RIPOSO!
Dettagli in seguito. Siamo appena tornati a casa! RIPOSO!
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Espoo, Finlandia
6 settembre 2009
Zuppa di funghi!
Ieri sono venuti a trovarci amici (lui russo, lei bielorussa) da San Pietroburgo.
Ragione del viaggio in Finlandia: giocare a golf e andare a pesca: sono andati a giocare a golf (e si sono fregati una pallina), sono andati a pesca (ma non hanno preso niente); hanno trovato anche il tempo per raccogliere dei funghi, spuntati copiosi in seguito alle "forti precipitazioni dei giorni scorsi".

Un buon inizio per una zuppa di funghi!
Qualcuno si é messo alacremente al lavoro:

qualcun altro aveva la scusa della trentaquattresima settimana:

Nonostante le avversitá, i lavori proseguirono:

fino al piatto:
e fino allo stomaco (previo testamento, non si sa mai).
Oltre ai funghi, ci sono patate, carote, foglie di alloro, sale e pepe.
Chiedo venia per la scarsa documentazione iconografico-metodologica, ma ero altrove a leggere un'avvincente storia dell'Unione sovietica (ero all'inizio degli anni '80).
Serata russofona e tedescofona, ma ravvivata dall'introduzione presso i nostri amici dell'italianissimo rum&pera; i nostri amici hanno poi passato in rassegna tutta la nostra rispettabile raccolta di rum, con divagazioni nella grappa, fino al collasso. Er Pinta non avrebbe sfigurato.
Stamattina, sempre in seguito alle "forti precipitazioni dei giorni scorsi", abbiamo trovato questa sorpresina abbarbicata sul telo che copre il grill:

Ragione del viaggio in Finlandia: giocare a golf e andare a pesca: sono andati a giocare a golf (e si sono fregati una pallina), sono andati a pesca (ma non hanno preso niente); hanno trovato anche il tempo per raccogliere dei funghi, spuntati copiosi in seguito alle "forti precipitazioni dei giorni scorsi".
Un buon inizio per una zuppa di funghi!
Qualcuno si é messo alacremente al lavoro:
qualcun altro aveva la scusa della trentaquattresima settimana:
Nonostante le avversitá, i lavori proseguirono:
fino al piatto:
e fino allo stomaco (previo testamento, non si sa mai).
Oltre ai funghi, ci sono patate, carote, foglie di alloro, sale e pepe.
Chiedo venia per la scarsa documentazione iconografico-metodologica, ma ero altrove a leggere un'avvincente storia dell'Unione sovietica (ero all'inizio degli anni '80).
Serata russofona e tedescofona, ma ravvivata dall'introduzione presso i nostri amici dell'italianissimo rum&pera; i nostri amici hanno poi passato in rassegna tutta la nostra rispettabile raccolta di rum, con divagazioni nella grappa, fino al collasso. Er Pinta non avrebbe sfigurato.
Stamattina, sempre in seguito alle "forti precipitazioni dei giorni scorsi", abbiamo trovato questa sorpresina abbarbicata sul telo che copre il grill:
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Espoo, Finlandia
23 luglio 2009
In luogo di Pappa Pizza
Come tutti ben sanno la Finlandia é un posto elettrizzante. Dove succedono tantissime cose eccitanti.
Persino nel nostro quartiere.
Persino nel nostro quartiere.
Tralasciando l'indimenticabile episodio
del volpino sfuggito alla padrona, conclusosi con un lieto fine
hollywoodiano (dopo un'estenuante ricerca di oltre una mezz'oretta), uno
degli avventimenti piú importanti dell'anno é stato sicuramente il
trasloco di Pappa Pizza, un'istituzione gastronomica del nostro quartiere mandata avanti da un'audace manipolo di Turchi. Spostatasi Pappa Pizza di un paio di incroci (causa inammissibile rincaro del fitto, sic tradunt), al suo posto é sorto un colosso della ristorazione multiculturale, che s'imporrá presto quale city mark (come lo chiamano gli urbanisti), soprattutto per il suo nome originale: Pizza Point.
Non abbiamo ben capito da dove vengano i gestori, se dal Pakistan o dall'India, dal Bangladesh o dallo Sri Lanka, ma questi sono dettagli, perché qui si parla di cibo e non di passaporti.
E quindi veniamo al menú. Che si compone di ben 7 sezioni.
1) Pizze
2) Indiano (Pollo, Vegetariano, Agnello)
3) Pollo
4) Kebab
5) Falafel
6) Insalate
7) Bevande
Tralasciando le sezioni dalla 2 alla 7, concentriamoci sulla sezione 1: Pizze.
Le combinazioni offerte sono simili a quelle che si trovano in tutte le pizzerie locali. Ritroviamo ad esempio la FRANSESCANA (sic; con kinkku, una pessima imitazione del cotto, e funghi sott'aceto).
Scorrendo il menú scopriamo le combinazioni piú inaudite, creative e geniali, come:
PICCANTIE (sic): kinkku, salame, carne macinata, cipolla e miscela di pepe;
EMPIRE SPECIAL: kinkku, salame, gamberetti, cipolla e tuplajuusto (una pessima imitazione del cheddar);
AMERICANA: kinkku, ananas, aurajuusto (una cattiva imitazione del gorgonzola);
CAPITAL (evoluzione dell'AMERICANA): kinkku, gamberetti, ananas e aurajuusto.
Non manca la scelta di ben tre diverse varianti di KEBAB PIZZA, ma ci manca il cuore per riportare il condimento.
La migliore in assoluto, secondo noi, é la QUATTRO MELONI (kinkku, gamberetti, funghi e asparagi), che pare venga servita congiuntamente da Pamela Anderson e Serena Grandi.
Non abbiamo ben capito da dove vengano i gestori, se dal Pakistan o dall'India, dal Bangladesh o dallo Sri Lanka, ma questi sono dettagli, perché qui si parla di cibo e non di passaporti.
E quindi veniamo al menú. Che si compone di ben 7 sezioni.
1) Pizze
2) Indiano (Pollo, Vegetariano, Agnello)
3) Pollo
4) Kebab
5) Falafel
6) Insalate
7) Bevande
Tralasciando le sezioni dalla 2 alla 7, concentriamoci sulla sezione 1: Pizze.
Le combinazioni offerte sono simili a quelle che si trovano in tutte le pizzerie locali. Ritroviamo ad esempio la FRANSESCANA (sic; con kinkku, una pessima imitazione del cotto, e funghi sott'aceto).
Scorrendo il menú scopriamo le combinazioni piú inaudite, creative e geniali, come:
PICCANTIE (sic): kinkku, salame, carne macinata, cipolla e miscela di pepe;
EMPIRE SPECIAL: kinkku, salame, gamberetti, cipolla e tuplajuusto (una pessima imitazione del cheddar);
AMERICANA: kinkku, ananas, aurajuusto (una cattiva imitazione del gorgonzola);
CAPITAL (evoluzione dell'AMERICANA): kinkku, gamberetti, ananas e aurajuusto.
Non manca la scelta di ben tre diverse varianti di KEBAB PIZZA, ma ci manca il cuore per riportare il condimento.
La migliore in assoluto, secondo noi, é la QUATTRO MELONI (kinkku, gamberetti, funghi e asparagi), che pare venga servita congiuntamente da Pamela Anderson e Serena Grandi.
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Espoo, Finlandia
25 aprile 2009
L'albero di Pasqua
Oggi non abbiamo potuto evitare i talkoot,
una sorta di celebrazione borghese del giardinaggio condominiale, un
rito che si tiene due volte l'anno (in primavera e in autunno) in cui
ognuno è sacerdote e il cui porre in essere si esplica attraverso il
semplice dandosi da fare o dando l'impressione di
darsi da fare (in autunno il lavoro non manca, perchè si raccolgono
tutte le foglie cadute e si prepara la terra per la gelida morsa
invernale; ma in primavera c'è ben poco da fare e tutti danno il meglio
di sé nel trovarsi occupazioni credibili).
Ho colto l'occasione igienica per liberarmi di un cadavere che da Gennaio giaceva insepolto nel giardinetto sul retro: il cadavere del nostro albero di Natale!
A mia parziale discolpa, rammento alla giuria che fino a poche settimane fa la carcassa rinseccolita era occultata da abbondante neve.
E stamattina bel bello mi sono caricato sulle spalle la spoglia mortale dell'albero di Natale e l'ho portata al cassonetto dei rifiuti bio (o baio, come dicono i colti). Una vicina ramazzante spalanca gli occhi e mi fa: ma non mi dire che quello è l'albero di Natale! E io, con una faccia di bronzo che descrivervi non saprei: ma no, è l'albero di Pasqua. Noi in Italia -continuo imperterrito- facciamo per tradizione non solo l'albero a Natale, ma anche a Pasqua. E lei: ma lo decorate pure? E io: sicuro!
Ho colto l'occasione igienica per liberarmi di un cadavere che da Gennaio giaceva insepolto nel giardinetto sul retro: il cadavere del nostro albero di Natale!
A mia parziale discolpa, rammento alla giuria che fino a poche settimane fa la carcassa rinseccolita era occultata da abbondante neve.
E stamattina bel bello mi sono caricato sulle spalle la spoglia mortale dell'albero di Natale e l'ho portata al cassonetto dei rifiuti bio (o baio, come dicono i colti). Una vicina ramazzante spalanca gli occhi e mi fa: ma non mi dire che quello è l'albero di Natale! E io, con una faccia di bronzo che descrivervi non saprei: ma no, è l'albero di Pasqua. Noi in Italia -continuo imperterrito- facciamo per tradizione non solo l'albero a Natale, ma anche a Pasqua. E lei: ma lo decorate pure? E io: sicuro!
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Espoo, Finlandia
18 gennaio 2009
Passeggiata domenicale
Temperatura alzata (tornata intorno allo 0; ieri si aggirava sui -10).
Ne approfittiamo per sgranchirci le gambe, anzi per audaci giochi di equilibrismo:

NB sotto la neve c'é lo stagno ghiacciato:

Il solito ponticello:

Ecco é il lago Lippa, anche lui ghiacciato e innevato:

Una buona occasione per fare quattro passi o pattinare (per tornare lí d'estate bisogna andarci a nuoto o in barca)...
Ne approfittiamo per sgranchirci le gambe, anzi per audaci giochi di equilibrismo:
NB sotto la neve c'é lo stagno ghiacciato:
Il solito ponticello:
Ecco é il lago Lippa, anche lui ghiacciato e innevato:
Una buona occasione per fare quattro passi o pattinare (per tornare lí d'estate bisogna andarci a nuoto o in barca)...
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6 gennaio 2009
Epifania!
Passeggiatina mattutina nei dintorni.
Ruscelletto ghiacciato dietro casa:

Pallida alba. Luce azzurra diffusa:

Il laghetto gelato:


Il cuore vegetale:

La nostra via:

La cassetta delle lettere:

La temperatura stanotte è salita prepotentemente. Siamo intorno agli 0 gradi. Il cielo si rannuvola. Si prepara le neve.
Ruscelletto ghiacciato dietro casa:
Pallida alba. Luce azzurra diffusa:
Il laghetto gelato:
Il cuore vegetale:
La nostra via:
La cassetta delle lettere:
La temperatura stanotte è salita prepotentemente. Siamo intorno agli 0 gradi. Il cielo si rannuvola. Si prepara le neve.
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Espoo, Finlandia
5 gennaio 2009
G E L O
Da Venerdí é calato il gelo.
Improvvisamente, senza nemmeno una nevicatina preparatoria, perché fino al giorno prima stavamo praticamente sui 3 o 4 gradi. É arrivata di colpo la mannaia:
ZAC!
In una notte s'é congelato il ruscelletto dietro casa. L'umiditá residua s'é gelata rappresa alle foglie, all'erba, alla terra, all'asfalto. Il gelo é come una polverina bianca, che tutto ha ricoperto in una notte. Come un'edera ha rampicato i rivestimenti di legno delle nostre casette, i vetri delle finestre. Non puó altro che tornarmi in mente la "lebbra di fiori" che corrompe la Flora arcimboldiana secondo Roland Barthes.
É come se in una notte fossero passati cinquant'anni e la polvere dell'incuria si fosse posata dappertutto, pure sui prati e sui sempreverdi negletti dal vento.
Il gran freddo secca tutte le umiditá, perfino le mucose del naso. Pare che il mondo ormai sia morto rinsecchito, contratto in una paresi, pronto a rottura fragile. Quando apro la portiera della macchina temo sempre che la plastica della maniglia mi rimanga in mano.
Eppure non é cosí. Ben coperto, il freddo non si sente. La natura non é morta, volano gli uccelli, corrono i conigli selvatici. La gente va a passeggio con il cane. Ché persino chi fa jogging.
Io me ne sto al calduccio a leggere un libro che mi rapisce pagina dopo pagina. Non mi accadeva da tempo di non poter riuscire a staccare gli occhi da un libro. Si tratta di Segreto Tibet di Fosco Maraini, parla della spedizione che fece nel '48 al seguito del prof. Tucci (di cui ho letto un resoconto della spedizione del '37, se non erro, nell'Agosto 2007 in Siberia, questo lo ricordo benissimo).
Improvvisamente, senza nemmeno una nevicatina preparatoria, perché fino al giorno prima stavamo praticamente sui 3 o 4 gradi. É arrivata di colpo la mannaia:
ZAC!
In una notte s'é congelato il ruscelletto dietro casa. L'umiditá residua s'é gelata rappresa alle foglie, all'erba, alla terra, all'asfalto. Il gelo é come una polverina bianca, che tutto ha ricoperto in una notte. Come un'edera ha rampicato i rivestimenti di legno delle nostre casette, i vetri delle finestre. Non puó altro che tornarmi in mente la "lebbra di fiori" che corrompe la Flora arcimboldiana secondo Roland Barthes.
É come se in una notte fossero passati cinquant'anni e la polvere dell'incuria si fosse posata dappertutto, pure sui prati e sui sempreverdi negletti dal vento.
Il gran freddo secca tutte le umiditá, perfino le mucose del naso. Pare che il mondo ormai sia morto rinsecchito, contratto in una paresi, pronto a rottura fragile. Quando apro la portiera della macchina temo sempre che la plastica della maniglia mi rimanga in mano.
Eppure non é cosí. Ben coperto, il freddo non si sente. La natura non é morta, volano gli uccelli, corrono i conigli selvatici. La gente va a passeggio con il cane. Ché persino chi fa jogging.
Io me ne sto al calduccio a leggere un libro che mi rapisce pagina dopo pagina. Non mi accadeva da tempo di non poter riuscire a staccare gli occhi da un libro. Si tratta di Segreto Tibet di Fosco Maraini, parla della spedizione che fece nel '48 al seguito del prof. Tucci (di cui ho letto un resoconto della spedizione del '37, se non erro, nell'Agosto 2007 in Siberia, questo lo ricordo benissimo).
Ubicazione:
Espoo, Finlandia
19 novembre 2008
Ci vediamo a dicembre!
Stasera partiamo per una breve vacanza di una decina di giorni.
Destinazione: un'isoletta delle Piccole Antille, St. Lucia.
Obiettivo: ignobile oziare
Attivitá principali: rosolarsi al sole, qualche nuotatina, un po' di snorkelling, qualche scarpinata nella giungla (dopo quelle in Malesia del '95-'96; un giorno dovró raccontarvi di quando sono stato circondato da una tribú di scimmie), una doverosa visita alla distilleria di rum, abbuffate di pesce, crostacei e frutta locali.
Lasciamo in Finlandia un tempo che piú brutto non si potrebbe immaginare: é buio, tristemente, cupamente e oppressivamente; la temperatura si aggira intorno ai 2-3 gradi, il significa che non nevica ancora (la neve porta incanto e luce riflessa), ma che piove continuamente e a vento.
Quasi ogni notte si scatena una tempesta. Roba da buttar giú gli alberi.
Mi piace attendere il sonno, ben ravvolto nella coperta, ascoltando la tempesta che infuria: il vento che suona a dovere le chiome delle conifere e la pioggia che mitraglia senza pietá muri e finestre di casa.
Destinazione: un'isoletta delle Piccole Antille, St. Lucia.
Obiettivo: ignobile oziare
Attivitá principali: rosolarsi al sole, qualche nuotatina, un po' di snorkelling, qualche scarpinata nella giungla (dopo quelle in Malesia del '95-'96; un giorno dovró raccontarvi di quando sono stato circondato da una tribú di scimmie), una doverosa visita alla distilleria di rum, abbuffate di pesce, crostacei e frutta locali.
Lasciamo in Finlandia un tempo che piú brutto non si potrebbe immaginare: é buio, tristemente, cupamente e oppressivamente; la temperatura si aggira intorno ai 2-3 gradi, il significa che non nevica ancora (la neve porta incanto e luce riflessa), ma che piove continuamente e a vento.
Quasi ogni notte si scatena una tempesta. Roba da buttar giú gli alberi.
Mi piace attendere il sonno, ben ravvolto nella coperta, ascoltando la tempesta che infuria: il vento che suona a dovere le chiome delle conifere e la pioggia che mitraglia senza pietá muri e finestre di casa.
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Espoo, Finlandia
23 ottobre 2008
Talkoot
Sabato scorso ci sono stati i talkoot.
Ignoro il significato letterale della parola, si usa per indicare dei
lavori collettivi (svolti nel giardino comune del comprensorio).
Famigerato appuntamento, una volta di primavera e l'altra d'autunno.
D'autunno i lavori sono potatura piante e rimozione foglie cadute.
Noi la prendiamo come un'occasione di stare all'aria aperta a far qualcosa, una delle ultime, visto che l'oscuritá e il freddo s'avvicinano inesorabilmente (soprattutto l'oscuritá).
L'anno scorso mi ero limitato a rastrellare le foglie cadute, quest'anno mi sono anche avventurato sul tetto per rimuovere le foglie dalle grondaie. Per chi non ha idea di che acquazzoni puó fare in queste contrade o quante giornate una dopo l'altra puó piovere ininterrottamente non puó capire la necessitá di tener pulite le gronde. Inoltre, d'inverno, l'acqua stagnante congelata potrebbe spaccare tutto.
Prima di salire sul tetto, un vicino mi ha messo un imbracatura con un moschettone dietro la schiena, che serviva per fissarci l'estremitá della corda. Sebbene l'operazione sia stata condotta secondo i crismi della sicurezza, il vicino sfoggiava un sorrisetto da "armiamoci e partite".
Sono salito sul tetto con un altro vicino, padre di due bambini piccoli.
La prima impressione é stata abbastanza adrenalinica: arrivo in cima e passeggiata su una stretta griglia; ci si fa subito l'abitudine. La lamiera zincata del tetto non é nemmeno scivolosa e il vicino teneva saldamente la corda, arrotolata per precauzione due volte intorno alla griglia. Non si poteva cadere nemmeno a buttarsi. Comunque l'arrivo alla grondaia é stato ancora piú adrenalinico. Mentre il rimuovere le foglie é stato quanto di piú prosaico si possa immaginare.
La seconda metá del tetto l'ha pulita il vicino e io gli tenevo la corda.
Dopo l'operazione ci siamo fermati a parlare sul tetto, nonostante il vento, godendoci la vista insolita e il solicello. Il vicino é originario di Oulu (cittá 150 km sotto il circolo polare, dove sono stato anni fa exchange student). Abbiamo parlato di aurore boreali; lui ne ha viste tante, io una sola e di un solo colore (verde). L'aurora boreale assomiglia ad un lungo lenzuolo che sventola nel cielo e che cambia continuamente colore. Quando l'ho vista, non credevo a quello che vedevo, soprattutto perché si muoveva velocemente, mi veniva da chiedermi se per caso fossi sbronzo marcio o sotto effetto delle peggiori droghe.
Tornati giú abbiamo spazzato le ultime foglie e abbiamo terminato i talkoot con una grigliata condominiale: c'erano makkara (salsiccia indigena) e quantitá industriali di birra e sidro.
Dopo quattro makkara e quattro birre ho dato forfait. Mentre i Finnici sono rimasti a scolarsi la birra con 5 gradi al sole.
Famigerato appuntamento, una volta di primavera e l'altra d'autunno.
D'autunno i lavori sono potatura piante e rimozione foglie cadute.
Noi la prendiamo come un'occasione di stare all'aria aperta a far qualcosa, una delle ultime, visto che l'oscuritá e il freddo s'avvicinano inesorabilmente (soprattutto l'oscuritá).
L'anno scorso mi ero limitato a rastrellare le foglie cadute, quest'anno mi sono anche avventurato sul tetto per rimuovere le foglie dalle grondaie. Per chi non ha idea di che acquazzoni puó fare in queste contrade o quante giornate una dopo l'altra puó piovere ininterrottamente non puó capire la necessitá di tener pulite le gronde. Inoltre, d'inverno, l'acqua stagnante congelata potrebbe spaccare tutto.
Prima di salire sul tetto, un vicino mi ha messo un imbracatura con un moschettone dietro la schiena, che serviva per fissarci l'estremitá della corda. Sebbene l'operazione sia stata condotta secondo i crismi della sicurezza, il vicino sfoggiava un sorrisetto da "armiamoci e partite".
Sono salito sul tetto con un altro vicino, padre di due bambini piccoli.
La prima impressione é stata abbastanza adrenalinica: arrivo in cima e passeggiata su una stretta griglia; ci si fa subito l'abitudine. La lamiera zincata del tetto non é nemmeno scivolosa e il vicino teneva saldamente la corda, arrotolata per precauzione due volte intorno alla griglia. Non si poteva cadere nemmeno a buttarsi. Comunque l'arrivo alla grondaia é stato ancora piú adrenalinico. Mentre il rimuovere le foglie é stato quanto di piú prosaico si possa immaginare.
La seconda metá del tetto l'ha pulita il vicino e io gli tenevo la corda.
Dopo l'operazione ci siamo fermati a parlare sul tetto, nonostante il vento, godendoci la vista insolita e il solicello. Il vicino é originario di Oulu (cittá 150 km sotto il circolo polare, dove sono stato anni fa exchange student). Abbiamo parlato di aurore boreali; lui ne ha viste tante, io una sola e di un solo colore (verde). L'aurora boreale assomiglia ad un lungo lenzuolo che sventola nel cielo e che cambia continuamente colore. Quando l'ho vista, non credevo a quello che vedevo, soprattutto perché si muoveva velocemente, mi veniva da chiedermi se per caso fossi sbronzo marcio o sotto effetto delle peggiori droghe.
Tornati giú abbiamo spazzato le ultime foglie e abbiamo terminato i talkoot con una grigliata condominiale: c'erano makkara (salsiccia indigena) e quantitá industriali di birra e sidro.
Dopo quattro makkara e quattro birre ho dato forfait. Mentre i Finnici sono rimasti a scolarsi la birra con 5 gradi al sole.
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22 settembre 2008
Passeggiate autunnali
Una
volta montata la cucina nuova (montata da un operaio con baffo e sorriso
sveglio cui sono molto piaciuti i cioccolatini russi che ingenuamente
abbiamo lasciato indifesi nel salone), pensavamo che il piú fosse fatto.
Ci sbagliavamo. Primo: bisognava mettere al loro novello posto tutte le
cose che avevamo abitato i prischi scaffali e che erano giaciute
neglette in scatoloni; secondo: bisognava ripulire casa dalla zozzeria
accumulata in questi giorni di grandi manovre.
Operazioni che abbiamo portato a termine soprattutto nel w/e, durante il quale abbiamo anche trovato il tempo per due lunghe passeggiate, per goderci l'ultimo tepido sole dell'anno: l'autunno spoglio e oscuro arriverá presto.
Piú che il trascolorare al giallo e al rosso delle foglie, piú che l'abbassarsi inesorabile delle temperature, piú che l'accorciarsi altrettanto inesorabile delle giornate, é la migrazione delle papere a darci la certezza di non poter piú sperare: quando i topi abbandonano la nave... qualche dubbio ti deve venire.
La consapevolezza che questi sono gli ultimi tepori solari dá una magia tutta sua al passeggiare, come l'ultimo bacio prima che un treno ti porti via nella nebbia tra sbuffi di vapore.
Sopra le nostre teste, le papere volano in stormi immensi a forma di V e non posso fare a meno di pensare ad agguerrite formazioni di Stuka.
Noi che ci muoviamo a piedi non diamo peró l'impressione marziale di guerrieri della Vermacht e guadagniamo pacificamente il lago Lippa (Lippajärvi in Finlandese) attraversando una striscia di prato tra giardini curatissimi (come solo dei nazisti maniaci dell'ordine potrebbero avere) e un lembo di bosco. Lungo la nostra linguetta di prato serpeggia un sentierino che arriva ad una microscopica spiaggietta su cui sono tirate in secca tra la verzura barchette colorate e ad un piccolo molo con due panchine.
Il lago é a forma di fagiolo e sue le acque sono di una limpidezza rara. Il lago vicino casa, il lago Lungo (Pitkäjärvi) ha acque torbide (e una forma tipo alabarda spaziale, ma molto tozza).
Flora é ancora verde. Solo le betulle ingialliscono (presto avranno quell'aspetto zen come nelle vignette di Charles Schulz). "Ingialliscono" non é la parola adatta, il loro ingiallire é in realtá una via di mezzo tra lo sfiorire e il rinsecchirsi. La betulla é uno di quegli alberi che da solo mette tristezza e acquista forza solo nel gruppo (un po' come gli individui mediocri). Anche il pado (Prunus Padus) ingiallisce. E poi c'é l'acero. Non so se in Italia ce ne siano (é un albero nordico), qui é molto comune (come in Canada e in Russia). Dire che le sue foglie diventino gialle o arancioni é poco, é scontato, sarebbe come dire che la Nona Sinfonia é bella. Il giallo e soprattutto l'arancione hanno un'intensitá impressionante, una pienezza divina. Si deve parlare di qualitá ontologica: non stiamo piú parlando del colore della foglia, la foglia non é che il povero supporto di un'epifania cromatica.
Sto studiando come un matto Tedesco.
Operazioni che abbiamo portato a termine soprattutto nel w/e, durante il quale abbiamo anche trovato il tempo per due lunghe passeggiate, per goderci l'ultimo tepido sole dell'anno: l'autunno spoglio e oscuro arriverá presto.
Piú che il trascolorare al giallo e al rosso delle foglie, piú che l'abbassarsi inesorabile delle temperature, piú che l'accorciarsi altrettanto inesorabile delle giornate, é la migrazione delle papere a darci la certezza di non poter piú sperare: quando i topi abbandonano la nave... qualche dubbio ti deve venire.
La consapevolezza che questi sono gli ultimi tepori solari dá una magia tutta sua al passeggiare, come l'ultimo bacio prima che un treno ti porti via nella nebbia tra sbuffi di vapore.
Sopra le nostre teste, le papere volano in stormi immensi a forma di V e non posso fare a meno di pensare ad agguerrite formazioni di Stuka.
Noi che ci muoviamo a piedi non diamo peró l'impressione marziale di guerrieri della Vermacht e guadagniamo pacificamente il lago Lippa (Lippajärvi in Finlandese) attraversando una striscia di prato tra giardini curatissimi (come solo dei nazisti maniaci dell'ordine potrebbero avere) e un lembo di bosco. Lungo la nostra linguetta di prato serpeggia un sentierino che arriva ad una microscopica spiaggietta su cui sono tirate in secca tra la verzura barchette colorate e ad un piccolo molo con due panchine.
Il lago é a forma di fagiolo e sue le acque sono di una limpidezza rara. Il lago vicino casa, il lago Lungo (Pitkäjärvi) ha acque torbide (e una forma tipo alabarda spaziale, ma molto tozza).
Flora é ancora verde. Solo le betulle ingialliscono (presto avranno quell'aspetto zen come nelle vignette di Charles Schulz). "Ingialliscono" non é la parola adatta, il loro ingiallire é in realtá una via di mezzo tra lo sfiorire e il rinsecchirsi. La betulla é uno di quegli alberi che da solo mette tristezza e acquista forza solo nel gruppo (un po' come gli individui mediocri). Anche il pado (Prunus Padus) ingiallisce. E poi c'é l'acero. Non so se in Italia ce ne siano (é un albero nordico), qui é molto comune (come in Canada e in Russia). Dire che le sue foglie diventino gialle o arancioni é poco, é scontato, sarebbe come dire che la Nona Sinfonia é bella. Il giallo e soprattutto l'arancione hanno un'intensitá impressionante, una pienezza divina. Si deve parlare di qualitá ontologica: non stiamo piú parlando del colore della foglia, la foglia non é che il povero supporto di un'epifania cromatica.
Sto studiando come un matto Tedesco.
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5 agosto 2008
Giorni
Weekend molto movimentato.
Sabato a pranzo abbiamo avuto due amici di L. che lasciano Berlino per San Pietroburgo. Sono arrivati con un furgoncino stracarico, lui di San Pietroburgo, lei Bielorussa. Tipica coppia russa: lui di una ieratica compostezza centro-asiatica, che a noi secolarizzati Europei potrebbe erroneamente sembrare insignificanza; lei un piccolo instancabile ciclone di parole, gesti, risatine, pettegolezzi. Sfruttando l'ultimo sole estivo abbiamo mangiato in giardino.
Mi era molto difficile seguire la loro conversazione soprattutto quella di lei, che parlava alla velocitá della luce, sebbene con accento piacevole all'udito; non usavano nessuna precauzione (come usare un lessico piú semplice) ed esaurivo tutte le energie a capire e non riuscivo a entrare decentemente nella conversazione.
Sono ripartiti verso le cinque.
Il tempo per un pisolo veloce e per fare la pasta per la pizza e verso le otto sono arrivati altri ospiti: una collega russa di L. con marito russo e figlioletta di tre anni. Vivono a Tampere e sono venuti a Hki per portare la figlioletta allo zoo. L. é stata loro ospite, quando ero a Berlino a studiar Tedesco, e si é innamorata della bambina. Bella, educata e obbediente. Che dopo un po' ha superato la timidezza e si lasciava accarezzare sulle guance paffute e rispondeva alle mie domande in Russo e in Finlandese (la madre mi ha chiesto di parlarle in Finlandese per vedere se ne avesse appreso un po' all'asilo).
Sabato a pranzo abbiamo avuto due amici di L. che lasciano Berlino per San Pietroburgo. Sono arrivati con un furgoncino stracarico, lui di San Pietroburgo, lei Bielorussa. Tipica coppia russa: lui di una ieratica compostezza centro-asiatica, che a noi secolarizzati Europei potrebbe erroneamente sembrare insignificanza; lei un piccolo instancabile ciclone di parole, gesti, risatine, pettegolezzi. Sfruttando l'ultimo sole estivo abbiamo mangiato in giardino.
Mi era molto difficile seguire la loro conversazione soprattutto quella di lei, che parlava alla velocitá della luce, sebbene con accento piacevole all'udito; non usavano nessuna precauzione (come usare un lessico piú semplice) ed esaurivo tutte le energie a capire e non riuscivo a entrare decentemente nella conversazione.
Sono ripartiti verso le cinque.
Il tempo per un pisolo veloce e per fare la pasta per la pizza e verso le otto sono arrivati altri ospiti: una collega russa di L. con marito russo e figlioletta di tre anni. Vivono a Tampere e sono venuti a Hki per portare la figlioletta allo zoo. L. é stata loro ospite, quando ero a Berlino a studiar Tedesco, e si é innamorata della bambina. Bella, educata e obbediente. Che dopo un po' ha superato la timidezza e si lasciava accarezzare sulle guance paffute e rispondeva alle mie domande in Russo e in Finlandese (la madre mi ha chiesto di parlarle in Finlandese per vedere se ne avesse appreso un po' all'asilo).
Il padre della bambina é uno di quegli omoni grandi grossi barbuti e mansueti. Schivo, ma tenace.
É la madre che tiene banco.
É andata a vivere in Finlandia con il marito quando era incinta della figlia, qualche settimana dopo il mio trasferimento a Hki. In tre anni e mezzo ancora non si é accorta dell'odio che i Finlandesi provano per i Russi; ci ha raccontato un sacco di episodi in cui i Finlandesi le rinfacciano di tutto in quanto Russa, ma, per qualche oscura ragione, non li ha elaborati, ma li lascia in paratattico abbandono nella memoria.
Senza troppi giri di parole, l'ho messa di fronte all'evidenza dell'odio dei Finlandesi per i Russi, forse con troppa veemenza, perché L. mi ha chiesto tacitamente di andarci piano.
É la madre che tiene banco.
É andata a vivere in Finlandia con il marito quando era incinta della figlia, qualche settimana dopo il mio trasferimento a Hki. In tre anni e mezzo ancora non si é accorta dell'odio che i Finlandesi provano per i Russi; ci ha raccontato un sacco di episodi in cui i Finlandesi le rinfacciano di tutto in quanto Russa, ma, per qualche oscura ragione, non li ha elaborati, ma li lascia in paratattico abbandono nella memoria.
Senza troppi giri di parole, l'ho messa di fronte all'evidenza dell'odio dei Finlandesi per i Russi, forse con troppa veemenza, perché L. mi ha chiesto tacitamente di andarci piano.
Dopo tre anni e mezzo
di Finlandia la fase di innamoramento-esaltazione per la Finlandia dovrebbe essere stata
giá sostituita da sentimenti piú prosaici quali la
disillusione, la luciditá, il realismo, ma la collega vive ancora nella fase
positiva. Cinicamente direi che é ancora nella fase prematura del
piacere e non é ancora nella fase postmatura della convenienza.
NOTA Ci tengo a precisare che non parlo a vanvera. I miei riferimenti a fasi sono frutto di accurate osservazioni sui molteplici stranieri che conosco e frequento (non faccio riferimento ad uno sparuto gruppetto di Italiani che non parlano il Finlandese) FINE NOTA
Abbiamo servito ai Russi la mia pizza fatta in casa; ne é avanzato solo
un pezzetto; persino la bambina ci ha dato sotto col mangiare (con una
sua tecnica: mangiava prima il prosciutto messo sopra, poi rosicchiava i bordi e poi attaccava la
polpa).
Dopo un sonno ristoratore e una frugale colazione (come quelle di Tex Willer), i nostri ospiti sono ripartiti.
Tempo per tirare un attimo il fiato e dopo un paio d'ore arrivano tre mie amiche italiane, due umbre e una patavina.
Antipasto con prosciutto e melone, melanzane grigliate e marinate, pomodoretti secchi sott'olio.
Poi ricca fettuccina con pancetta, porcini e panna. Fluiscono vari tipi di vino, fluiscono vari tipi di cazzate.
Chiudiamo il pranzo con fragole zuccherate e lambrusco bianco.
Una delle umbre, dopo tre anni di granducato, ne ha le saccocce piene e il mese prossimo se ne va ad Amburgo.
Nel giro di qualche giorno le nuvole hanno conquistato il cielo e la temperatura é calata di una decina di gradi (meno male che é calato pure il prezzo della benzina). La fine dell'estate?
Ieri un vento despota spostava brutalmente di qua e di lá per l'acies celeste le nuvole, come in una gigantesca esercitazione militare. Pareva che da un momento all'altro stesse per scoppiare la battaglia definitiva tra due potenze cosmiche. Ho vissuto una giornata con il fiato sospeso e il naso all'insú, attendendo l'apocalisse e sentendomi piccolo piccolo, un misero uomo solo contro la vasta invincibile forza della Natura.
Ho acceso il riscaldamento, infilato il mio kimono di seta vietnamita e ho continuato la lettura di Petrolio. Mi ha colpito una frase che non ricordo con esattezza e che faceva riferimento a quel momento in cui la notte é piú profonda, quasi da essere persa nella sua oscuritá e nel suo silenzio, momento che precede la grigia luminescenza dell'aurora.
Qui la notte o é troppo breve per poter distinguere diversi gradi di oscuritá, o é troppo lunga e spossante e quasi non si distinguono gradi di luce. Mi sono tornate in mente notti estive in Italia, passate a tirar tardi, mi é tornata in mente quell'oretta prima dell'alba in cui l'umiditá dell'aria e la stanchezza condensano un pizzicore di freschetto sulla tua pelle e un silenzio senza coscienza cade sulla cittá; si sentono solo i camion dei netturbini ravanare tra i resti dei fasti della notte appena terminata e rare macchine che sfrecciano come raschi gutturali.
Dopo un sonno ristoratore e una frugale colazione (come quelle di Tex Willer), i nostri ospiti sono ripartiti.
Tempo per tirare un attimo il fiato e dopo un paio d'ore arrivano tre mie amiche italiane, due umbre e una patavina.
Antipasto con prosciutto e melone, melanzane grigliate e marinate, pomodoretti secchi sott'olio.
Poi ricca fettuccina con pancetta, porcini e panna. Fluiscono vari tipi di vino, fluiscono vari tipi di cazzate.
Chiudiamo il pranzo con fragole zuccherate e lambrusco bianco.
Una delle umbre, dopo tre anni di granducato, ne ha le saccocce piene e il mese prossimo se ne va ad Amburgo.
Nel giro di qualche giorno le nuvole hanno conquistato il cielo e la temperatura é calata di una decina di gradi (meno male che é calato pure il prezzo della benzina). La fine dell'estate?
Ieri un vento despota spostava brutalmente di qua e di lá per l'acies celeste le nuvole, come in una gigantesca esercitazione militare. Pareva che da un momento all'altro stesse per scoppiare la battaglia definitiva tra due potenze cosmiche. Ho vissuto una giornata con il fiato sospeso e il naso all'insú, attendendo l'apocalisse e sentendomi piccolo piccolo, un misero uomo solo contro la vasta invincibile forza della Natura.
Ho acceso il riscaldamento, infilato il mio kimono di seta vietnamita e ho continuato la lettura di Petrolio. Mi ha colpito una frase che non ricordo con esattezza e che faceva riferimento a quel momento in cui la notte é piú profonda, quasi da essere persa nella sua oscuritá e nel suo silenzio, momento che precede la grigia luminescenza dell'aurora.
Qui la notte o é troppo breve per poter distinguere diversi gradi di oscuritá, o é troppo lunga e spossante e quasi non si distinguono gradi di luce. Mi sono tornate in mente notti estive in Italia, passate a tirar tardi, mi é tornata in mente quell'oretta prima dell'alba in cui l'umiditá dell'aria e la stanchezza condensano un pizzicore di freschetto sulla tua pelle e un silenzio senza coscienza cade sulla cittá; si sentono solo i camion dei netturbini ravanare tra i resti dei fasti della notte appena terminata e rare macchine che sfrecciano come raschi gutturali.
Ubicazione:
Espoo, Finlandia
1 agosto 2008
Genitori in visita
I miei sono venuti a trovarci per qualche giorno.
Ero particolarmente ansioso di far vedere casa ai miei. In un anno e mezzo e la casa si é arricchita di mobili, tappeti, quadri... e di una moglie!
Ero particolarmente ansioso di far vedere casa ai miei. In un anno e mezzo e la casa si é arricchita di mobili, tappeti, quadri... e di una moglie!
Abbiamo fatto faraonici lavori di disboscamento, di dissodamento e di
piantamento nel fazzoletto di giardino sul retro e poi l'abbiamo
arredato con un tavolo e delle sedie per mangiare all'aperto e un bel
grill (rigorosamente a gas russo).
Abbiamo anche inaugurato il paravento in
compensato di betulla progettato dal sottoscritto secondo le proporzioni
della sezione aurea.
Complice il
tempo bello, che ci é stato negato per tutta l'estate, ma che almeno ci é
stato concesso per la visita dei miei, sabato siamo andati in gita a Suomenlinna, un'isoletta a
un quarto d'ora di traghetto da Hki, e Domenica a Tallinn.
Per quanto ne so Tallinn è stata pressochè integralmente distrutta dalla guerra, laonde tutto quello che si vede presumo essere stato ricostruito. Fedelmente, per carità, ma ricostruito. Non snobbo Tallinn perchè ricostruita, snobbo la ricostruzione al fine prettamente turistico. Tallinn è una specie di Eurodisney, un baraccone tirato su (con zelo filologico, se si vuole) per richiamare masse di turisti.
"Chiedimi le migliori cartoline della città"

Chissà in quanti chiederanno?!
Numerose compagnie low cost arrivano a Tallinn, il che assicura continuo afflusso di carne, euro, sterline e rubli. Dico carne perchè Tallinn è una meta famosa anche per il turismo sessuale. A quanto pare i primi utenti sono i Finlandesi, che non disdegnano pagare.
I Finlandesi amano anche Tallinn per i prezzi bassi di alcool e tabacco (ad esempio si usa andare a comprare a Tallinn l'alcool per cerimonie importanti, essendo l'alcool il clou della vita sociale).
Non mancano gli Anglosassoni, con l'arroganza di chi può imporre la propria lingua e l'ignoranza di chi parla solo quella, nè i Tedeschi, che prima di venire hanno diligentemente studiato la guida.
Le vie principali sono una babele di turisti che sciamano di negozio di souvenir in negozio di souvenir (che offrono più o meno tutti la stessa mercanzia agli stessi salati prezzi).

Basta allontanarsi dalla via principale per ritrovare la tranquillità.

Nelle vie principali trovi i soliti McDonald's, Starbuck, H&M e Zara (che ribrezzo mi hanno fatto dei turisti spagnoli con le buste di Zara, noto brand spagnolo; ma c'era bisogno di arrivare fino a Tallinn per comprare quello che trovi sottocasa?), e in quelle secondarie piccoli caffè che fanno ottimi dolci e dove ci si può rifugiare per un po'. Spesso danno su deliziose piccole corti interne.

Si trovano ancora pittori che vendono per strada i loro quadri, confusi nel mucchio dei venditori di miserabili identiche stampette.

A me Tallinn piace per l'ottima birra estone e per la cucina (un mix di baltico, tedesco e russo). Il ristorante medievale di cui al post precedente non era niente male! Ecco la nostra cameriera.

Non ricordo cosa ci stesse descrivendo. Forse parlava del suo ragazzo!
Per quanto ne so Tallinn è stata pressochè integralmente distrutta dalla guerra, laonde tutto quello che si vede presumo essere stato ricostruito. Fedelmente, per carità, ma ricostruito. Non snobbo Tallinn perchè ricostruita, snobbo la ricostruzione al fine prettamente turistico. Tallinn è una specie di Eurodisney, un baraccone tirato su (con zelo filologico, se si vuole) per richiamare masse di turisti.
"Chiedimi le migliori cartoline della città"
Chissà in quanti chiederanno?!
Numerose compagnie low cost arrivano a Tallinn, il che assicura continuo afflusso di carne, euro, sterline e rubli. Dico carne perchè Tallinn è una meta famosa anche per il turismo sessuale. A quanto pare i primi utenti sono i Finlandesi, che non disdegnano pagare.
I Finlandesi amano anche Tallinn per i prezzi bassi di alcool e tabacco (ad esempio si usa andare a comprare a Tallinn l'alcool per cerimonie importanti, essendo l'alcool il clou della vita sociale).
Non mancano gli Anglosassoni, con l'arroganza di chi può imporre la propria lingua e l'ignoranza di chi parla solo quella, nè i Tedeschi, che prima di venire hanno diligentemente studiato la guida.
Le vie principali sono una babele di turisti che sciamano di negozio di souvenir in negozio di souvenir (che offrono più o meno tutti la stessa mercanzia agli stessi salati prezzi).
Basta allontanarsi dalla via principale per ritrovare la tranquillità.
Nelle vie principali trovi i soliti McDonald's, Starbuck, H&M e Zara (che ribrezzo mi hanno fatto dei turisti spagnoli con le buste di Zara, noto brand spagnolo; ma c'era bisogno di arrivare fino a Tallinn per comprare quello che trovi sottocasa?), e in quelle secondarie piccoli caffè che fanno ottimi dolci e dove ci si può rifugiare per un po'. Spesso danno su deliziose piccole corti interne.
Si trovano ancora pittori che vendono per strada i loro quadri, confusi nel mucchio dei venditori di miserabili identiche stampette.
A me Tallinn piace per l'ottima birra estone e per la cucina (un mix di baltico, tedesco e russo). Il ristorante medievale di cui al post precedente non era niente male! Ecco la nostra cameriera.
Non ricordo cosa ci stesse descrivendo. Forse parlava del suo ragazzo!
Ubicazione:
Espoo, Finlandia
8 luglio 2007
Appunti da un giorno di nozze - 1
Ci siamo sposati di Mercoledì 27 Giugno 2007.
Giornata grigietta, piovigginosa, freddina.
Arrivo
con A verso le una e mezza di pomeriggio al Maistraatti di Espoo, a
Tapiola. Corro da Stockmann a prendere il bouquet di rose bianche e
rosa (la commessa parla un ottimo italiano con un forte accento
Milanese). Verso le due e mezza arriva L. con un completino color
madreperla (sotto veste una canottina color avorio che la fascia
morbidamente); la accompagnano K (abitino giallo opaco) e S
(abitino di seta cinese rossa e bruna decorata con fiori cucito da lei
stessa).
Ci
tenevo a vedere la mia sposa il più tardi possibile, cercando
un’emozione cerimoniale laddove non ce n’erano. Non sono state nozze
tradizionali queste (tra l'altro io vestivo di nero sebbene fosse di
giorno) e necessariamente sono le meno importanti delle tre.
Verso
le tre saliamo al Maistratti, dopo un po’ di foto fatte per scacciare
il tarlo di un’attesa senza molto pathos. Ci fanno accomodare in un
salottino; mi pare la sala d’attesa di un dentista, mancano solo le
riviste stravecchie. Con qualche minuto di anticipo ci fanno accedere
alla saletta dove un pubblico ufficiale donna ci dichiarerà marito e
moglie.
Il
tempo di sistemare la videocamera e il pubblico ufficiale inizia a
leggere la formula in Inglese. Ha un tono di pomposa benevolenza e un
fortissimo accento finlandese; sento che tratteniamo le risa. Mentre la
donna si rivolge direttamente a me, mi viene il dubbio che le risa che
trattengo siano nervose e non per il suo accento. Quando mi chiede se
voglio prendere in moglie L., mi chiedo a mia volta se devo
rispondere solo YES o più filologicamente YES, I WILL. Non ne ho la più
pallida idea, ma YES mi pare un po’ pochino; inoltre la Y
semiconsonantica ho paura che non stimoli l’uscita della voce e io
voglio essere sentito: decido per YES, I WILL. La mia scelta
condizionerà anche la risposta di L.
La
donna ci invita a scambiarci gli anelli. Quello di L. non entra e
non mi lascio sfuggire l’occasione di passare alla storia con una
battuta in Russo: ty ela carbonara! (ne hai mangiata di carbonara!). Scoppiamo in una risata catartica.
L.
mi mette l’anello al dito (lei, ortodossa, lo porta all’anulare destro e
io, cattolico, all’anulare sinistro) e la cerimonia termina con un
casto bacio sulle labbra. Il pubblico ufficiale mi darà un certificato
di matrimonio che analizzerò con scrupolo burocratico, L. lancerà il
bouquet (che S prenderà) e la finiremo lì: ci è voluto più tempo a
scriverlo che a viverlo.
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Espoo,
matrimonio
Ubicazione:
Espoo, Finlandia
26 giugno 2007
Matrimonio a Espoo
Domani matrimonio civile presso il Maistraatti (il Comune) di Espoo alle 15:15.
Piove da stanotte ed é prevista pioggia per tutto il resto della settimana. Temperatura intorno ai 12-13 gradi.
Nel pomeriggio arriveranno da Berlino
gli amici di L.: K, A e S. Per qualche giorno saró in
minoranza (quattro Russi contro un Italiano!) e mi toccherá l’onore
(l’onere) di parlare la lingua di Nabokov.
Venerdí daremo un piccolo party a
casa. Saremo circa 20-25 persone. Secondo le tradizioni Italiane e Russe
ci sará da mangiare e da bere in quantitá industriali (soprattutto da
bere, nel rispetto dei costumi finlandesi). Saremo Italiani,
Russi e Finlandesi; ci saranno rappresentanze da Spagna, Austria e
Grecia (non mancherá l’Ateniese, con cui andavo a caccia di guai insieme al Cassinese ai gloriosi tempi di
Oulu).
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Espoo,
matrimonio
Ubicazione:
Espoo, Finlandia
2 maggio 2007
Ieri un po' d'influenza mi ha tenuto a casa: me ne sono stato a letto bevendo the ayurveda
e sul tardi mi sono fatto una bella sauna che mi ha restituito ai vivi
ed una pinta di latte caldo con miele dell'Altaj e cognac armeno. Ieri
sera ero quasi tentato di andarmene a lavorare, visto che mi sentivo
meglio, ma, in vista del prossimo weekend a Berlino, ho preferito
rimanermene un'altra giornata a casa.
Scelta azzeccata. A dispetto delle
tepide illusioni della settimana scorsa, oggi freddo e vento scandiscono
la giornata, alternando grandine, neve e pioggia.
Me ne sto tutto solo nel mio kimono di
seta vietnamita a guardare il parco dietro casa, ora le raffiche di
vento schiaffeggiano furiosamente i rami dei pini, ora la neve cade
verticalmente e senza grazia tra le betulle, ora una brezza delicata
accompagna il respiro delle cose fino alle vibrazioni delle sfere
celesti. Una luce modesta e insapore viene a morire sul parquet del mio
salone dando riflessi giallastri.
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Espoo
Ubicazione:
Espoo, Finlandia
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